LA STORIA DI FAEDO

 

Faedo di Cinto Euganeo è un piccolo paesino di soli 300 abitanti sito al centro dei Colli Euganei, nella splendida vallata a Sud del monte Venda.

In occasione della festività di San Pietro buona parte dei suoi abitanti si prodiga per dare buona accoglienza a quanti saranno ospiti.

In antichità Faedo si chiamava "Pedevenda"; il nome "Faedo" deriva da faggio, albero un tempo molto diffuso in zona. Che Faedo sia stato abitato fin dalla preistoria lo dimostrano oggetti di selce e di corno di cervo rinvenuti in loco.

Il primo intervento documentato dell'autorità romana in zona risale al 141 a.C., quando, a causa di una disputa territoriale insorta tra Este e Padova, il procuratore Lucio Cecilio Metello per mandato del senato romano pose cippi confinari, uno rinvenuto sul lato meridionale del monte Venda.

Durante le invasioni barbariche, nella discesa verso Roma, uno di questi eserciti, accampatosi nella zona di Battaglia Terme per approvvigionarsi di viveri e altro, faceva razzie sui colli, uccidendo e distruggendo quanto incontrava. In Cronistoria si legge: "I valligiani di Faedo riunitisi li affrontarono in località Sereo e dopo averli uccisi li tagliarono a pezzi". Forse all'epoca, per personaggi tanto terribili, la semplice uccisione sembrava non essere di sicuro effetto.

Anche se piccolo Faedo ha la sua compagnia teatrale, "Noaltri", e il gruppo di volontariato "Amissi del filò" per far compagnia a infermi, anziani o persone sole e forse presto un centro di lettura.

Si partecipa attivamente alla Protezione civile, Pro Loco, Gruppo Caritas e Comitato Sagra, che nel 2003 ha organizzato una mostra di attrezzature agricole ed enologiche dei secoli scorsi che ha avuto un insperato successo. La mostra era dedicata ad Angelo Candeo, insigne agronomo e geniale inventore nato a Faedo nel 1843, vissuto e morto a Mestrino (PD). Mestrino gli sta ora dedicando il I° Concorso degli inventori (per informazioni: biblioteca@comune.mestrino.pd.it).

La festa di San Pietro si svolge negli spazi adiacenti alla chiesa, che, costruita tra il 1815 e il 1818, è la quinta della serie. Sulla prima, vecchia e cadente, nel 1497 venne costruita la seconda, la quale bruciò nel 1556 e nel 1563 ne venne edificata una terza insieme all'attuale campanile. Nel 1775 un terremoto la fece cadere; subito se ne costruì una quarta, che nel 1812 fu distrutta da una frana.

Le spese per le ricostruzioni e i restauri venivano immediatamente coperte con la generosità della popolazione, anche se povera. La chiesa era infatti un punto di riferimento non solo spirituale. Alcuni paesi, come Fontanafredda, Arquà Petrarca e Galzignano, vedendo la sfortuna di questi vicini e il loro attaccamento alla chiesa, contribuirono alla sua ricostruzione.

La sagra paesana in onore del patrono San Pietro era da tempi immemorabili un punto di incontro spontaneo per numerose persone dei paesi limitrofi. Oggi è organizzata all'insegna dell'amicizia sempre gli ultimi due week-end di giugno.

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